2026-08-19 · equities

I mercati hanno fatto il reset, e ora?

La rivoluzione di Intel: taglia 25mila posti e abbandona i siti produttivi europei

Il ceo Lip-Bu Tan avvia un piano drastico: licenziamenti globali, stop a fabbriche in Germania e Polonia, focus su IA e chip 18A. Obiettivo: tornare competitivi contro Nvidia e TSMC

I punti chiave

Nel tempo in cui i chip valgono, almeno a livello politico, più dell'oro, Intel gioca la sua ultima mano. Stretta tra il dominio progettuale di Nvidia e la supremazia manifatturiera della taiwanese Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), la storica azienda californiana riduce drasticamente organico e investimenti per tentare di rientrare nella partita dell'intelligenza artificiale (IA). A guidare la missione, l'ex venture capitalist Lip-Bu Tan.

Un ridimensionamento senza precedenti

Intel ha annunciato una riduzione del personale su scala storica: entro la fine del 2025 il gruppo passerà da 108.900 a 75.000 dipendenti, un taglio netto di oltre 25.000 posti di lavoro. I tagli, già iniziati nei mesi scorsi con una prima ondata da circa 15.000 unità, coinvolgono licenziamenti, uscite volontarie e blocchi del turnover.

«Stiamo prendendo decisioni difficili ma necessarie per semplificare la nostra struttura, migliorare l'efficienza e rafforzare la responsabilità a ogni livello», ha scritto il ceo Lip-Bu Tan in un messaggio interno.

Tan, subentrato a marzo dopo l'uscita di Pat Gelsinger, ha dato il via a una trasformazione aziendale che punta a tagliare costi, burocrazia e progetti non redditizi. Il piano di ristrutturazione coinvolge personale, sedi produttive e priorità tecnologiche.

Stop in Europa e riallocazione globale

Non solo licenziamenti. Intel ha abbandonato ufficialmente anche i progetti di costruzione di nuove fabbriche in Germania e Polonia, già sospesi da settembre 2024. Una scelta che conferma il ridimensionamento delle ambizioni europee del gruppo, che ora concentra le sue risorse in aree considerate più strategiche e sostenibili.

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