2026-08-16 · regulation
Gli USA avrebbero negoziato direttamente con i Pasdaran iraniani a maggio
Trump contro i media: "Aiutano il nemico, traditori"
Donald Trump è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l'Iran. "Quando le 'fake news' affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale tradimento", tuona il tycoon in un post su Truth in cui accusa i media "di favorire e spalleggiare il nemico!".
"Tutto ciò che ottengono è infondere nell'Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese", ha attaccato ancora.
Terremoto da 4,6 nei pressi di Teheran, non risultano feriti
Un terremoto di magnitudo 4,6 ha colpito la capitale dell'Iran, riporta l'agenzia iraniana Mehr.
Il sito dell'USGS (United States Geological Survey) ha registrato un sisma di magnitudo 4,3 a un chilometro a nord di Damavand, che si trova ad est di Teheran. Il sisma, secondo l'USGS, è stato registrato a circa 10 chilometri di profondità. Per i media iraniani, non si sono registrate nell'immediato segnalazioni di vittime o danni a seguito del terremoto, che ha colpito la zona di confine tra Teheran e Mazandaran.
Secondo l'agenzia di stampa Irna, la scossa è stata avvertita nelle città di Bumehan e Roudehen e ha causato un'interruzione di corrente nella città di Damavand. Il responsabile del pronto soccorso di Teheran e il capo della Mezzaluna Rossa della capitale iraniana hanno dichiarato alle agenzie di stampa un'ora dopo che il terremoto non aveva ancora causato feriti.
Araghchi: situazione Hormuz causata da Usa e Israele
"Stiamo conducendo consultazioni per redigere regolamenti riguardanti le disposizioni relative allo Stretto di Hormuz in conformità con il diritto internazionale. La causa principale dell'attuale situazione nello Stretto di Hormuz è l'aggressione militare americano-sionista contro l'Iran. Le minacce e la mancanza di credibilità degli Stati Uniti rappresentano i maggiori ostacoli alla fine definitiva della guerra e al raggiungimento di un possibile accordo". Lo afferma il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
Tajani: "Con oggi sono 230 gli studenti palestinesi arrivati da Gaza"
"Con l'operazione di oggi sono 230 gli studenti palestinesi arrivati dalla Striscia di Gaza attraverso i corridoi universitari facilitati dal nostro Governo. Giovani ragazze e ragazzi che nonostante la guerra non hanno mai smesso di credere nel loro futuro. Studenti che potranno proseguire il proprio percorso accademico presso atenei italiani". Lo ricorda il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani su X.
"Sono 59 quelli giunti oggi nella Capitale, mentre altri 13 arriveranno domani a Milano e saranno accolti in 21 università italiane nell'ambito del programma Iupals (Italian Universities for Palestinian Students), promosso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane in collaborazione con il ministero degli Esteri e il ministero dell'Università e della Ricerca. A questa operazione la Farnesina, insieme alle ambasciate d'Italia a Tel Aviv e Amman e al consolato generale a Gerusalemme, lavorava da tempo", continua Tajani.
"È stato un percorso complesso, anche per le difficili condizioni sul terreno, ma grazie all'impegno e alla determinazione di donne e uomini delle Istituzioni siamo riusciti, da un lato, a portare in sicurezza questi giovani verso un'opportunità di studio e di futuro e, dall'altro, a rafforzare la formazione della classe dirigente palestinese", conclude.
Teheran ribadisce: no ai negoziati senza fine guerra ovunque
L'Iran ha confermato che non intende tornare al tavolo dei negoziati con gli Stati Uniti finche' non saranno soddisfatte le cinque condizioni gia' poste. "Sono garanzie minime per creare fiducia per l'inizio di qualsiasi trattativa", ha detto una fonte del regime all'agenzia Fars.
Dunque Teheran chiede "la fine della guerra in tutti i fronti, in particolare in Libano, la rimozione delle sanzioni, lo sblocco dei fondi congelati, il risarcimento dei danni di guerra e il riconoscimento del diritto di sovranita' dell'Iran sullo Stretto di Hormuz", si ribadisce.
USA-Cina: alta tensione al vertice Trump-Xi, tra crisi iraniana e del petrolio
USA-Cina: alta tensione al vertice Trump-Xi, tra crisi iraniana e del petrolio
Teheran: "Vera pace non può essere costruita con le minacce"
"La vera pace non può essere costruita con le minacce". Lo ha affermato il vice ministro degli Esteri iraniano per gli Affari legali e internazionali Kazem Gharibabadi, difendendo la proposta avanzata da Teheran per porre fine al conflitto e definendola "il minimo indispensabile per qualsiasi accordo serio e sostenibile in linea con la Carta delle Nazioni Unite".
Gharibabadi ha accusato su X le parti coinvolte nel conflitto di voler imporre la propria volontà politica attraverso "minacce e pressioni", sostenendo che il rifiuto della proposta iraniana dimostrerebbe come "il vero problema non sia la pace, ma l'imposizione politica tramite la forza". Il diplomatico iraniano ha ribadito le richieste di Teheran, tra cui "la fine permanente della guerra", un risarcimento per i danni subiti e la revoca delle "sanzioni illegali".
"Non si può parlare di cessate il fuoco continuando l'assedio, né di diplomazia mentre si intensificano le sanzioni", ha dichiarato Gharibabadi, criticando anche il sostegno politico e militare fornito "a un regime che è fonte di aggressione e instabilità". "Questo approccio non è negoziazione - ha concluso - ma la prosecuzione di una politica coercitiva con linguaggio diplomatico".
Zuppi: Trump non vuole sentire le cose che dice il Papa
"Le cose che dice il Papa non sono quelle che Trump vorrebbe sentire. Il Papa fa il Papa e continuera' a dire che la guerra non deve essere usata come modo per risolvere i conflitti e che non c'e' alcuna giustificazione in assoluto per la guerra, tantomeno spirituale o religiosa". Il presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, intervenendo a "Otto e mezzo" su La7, difendendo con decisione la linea di Papa Leone XIV e intervenendo sulle tensioni e sulle interpretazioni politiche attribuite alle parole del Pontefice in materia internazionale.
Il cardinale ha respinto inoltre alcune letture sulle posizioni della Santa Sede riguardo all'Iran e al tema del disarmo. "Dire 'non vuole il disarmo dell'Iran' sono attribuzioni che niente hanno a che vedere con la chiarezza di Papa Leone che, con mitezza ma anche molta forza, continua a dire che bisogna risolvere i conflitti col dialogo". Infine Zuppi ha espresso rammarico per gli attacchi rivolti al Pontefice, auspicando che i recenti incontri diplomatici possano rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti.
"Dispiacciono gli attacchi. Speriamo che anche gli incontri avvenuti chiariscano e riportino un legame evidente e storico con gli Usa", ha concluso, ribadendo che la scelta del Papa resta quella di "indicare la via della pace e del disarmo, i luoghi del dialogo".
Iran: gruppo Pasdaran in Kuwait ha sbagliato rotta
Il Ministero degli Affari Esteri iraniano ha respinto le affermazioni secondo cui starebbe pianificando "azioni ostili" contro il Kuwait. "Il Ministero degli Esteri iraniano condanna le azioni politiche e mediatiche inappropriate del Kuwait nei confronti di quattro marinai iraniani che stavano svolgendo le loro mansioni a bordo della nave Meroj Keshtezri Darya e che sono entrati nelle acque territoriali kuwaitiane a causa di un'interruzione del sistema di navigazione", si legge in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa ISNA. "Il ministero sottolinea inoltre la necessita' di un accesso immediato da parte dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran in Kuwait ai cittadini iraniani detenuti, in conformita' con il diritto internazionale, e chiede il loro rilascio immediato".
Israele: via libera al tribunale per i terroristi di Hamas. Netanyahu contro l'UE
Israele: via libera al tribunale per i terroristi di Hamas. Netanyahu contro l'UE
Idf: "Un sottufficiale e un riservista feriti in un raid di Hezbollah"
Un sottufficiale israeliano è rimasto ferito in modo non grave e un riservista in modo lieve in un attacco con droni di Hezbollah avvenuto oggi. Lo hanno annunciato oggi le forze armate israeliane, scrive The Times of Israel.
Secondo l'Idf, il drone ha colpito il territorio israeliano, vicino al confine con il Libano. I due sono stati portati in ospedale e le loro famiglie sono state avvisate, ha aggiunto l'esercito.
Reuters: anche Riad ha lanciato attacchi segreti contro l'Iran durante la guerra
L'Arabia Saudita ha lanciato numerosi attacchi non pubblicizzati contro l'Iran in rappresaglia per gli attacchi perpetrati nel regno durante la guerra in Medio Oriente. Lo scrive la Reuters sul suo sito citando due funzionari occidentali informati sulla questione e due funzionari iraniani. Gli attacchi sauditi, finora non resi noti, segnano la prima volta che il regno ha condotto direttamente azioni militari sul suolo iraniano. Secondo le stime dei due funzionari occidentali, gli attacchi, lanciati dall'aeronautica saudita, sarebbero avvenuti alla fine di marzo. Uno di loro si è limitato a dire che si trattava di "attacchi di rappresaglia in risposta agli attacchi subiti". Ieri sera il Wall Street Journal aveva riportato che gli Emirati avevano compiuto ad aprile diversi attacchi contro l'Iran.
Trump insiste: "Non abbiamo bisogno della Nato"
Donald Trump ha ribadito i suoi attacchi alla Nato. "Non ne abbiamo bisogno", ha detto il presidente prima di partire per la Cina.
Trump: "Risolveremo la guerra con l'Iran pacificamente o in un altro modo"
Donald Trump ha detto che risolverà la guerra con l'Iran "pacificamente o in un altro modo" parlando con i giornalisti prima di partire per la Cina. "Teheran "non può avere l'arma nucleare e non l'avrà", ha ribadito.
Trump: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Cina con l'Iran"
"Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Cina con l'Iran". Lo ha detto Donald Trump ribadendo di essere contento di andare a Pechino. "Sarà un viaggio straordinario", ha aggiunto.
Regno Unito fornirà caccia, droni e una nave per missione multinazionale nello Stretto di Hormuz
Il ministro della Difesa britannico John Healey ha annunciato che il Regno Unito invierà droni, caccia Typhoon e la nave HMS Dragon in una missione multinazionale per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. L'annuncio è arrivato nella call presieduta da Londra e Parigi dei ministri della Difesa della quarantina di Paesi che aderiscono alla cosiddetta "coalizione per Hormuz" con l'intenzione di dar vita a una missione "pacifica" di pattugliamento dello Stretto, a tutela della navigazione commerciale, una volta che vi sarà un accordo di pace fra Usa e Iran.
Idf: "Uccisi 15 membri di Hezbollah nel sud del Libano nelle ultime 24 ore"
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver ucciso nelle ultime 24 ore circa 15 esponenti di Hezbollah che rappresentavano una minaccia per le truppe di stanza nel Libano meridionale. Lo scrive The Times of Israel.
Inoltre, l'esercito precisa di aver colpito diversi lanciarazzi di Hezbollah puntati contro Israele e contro le truppe nel Libano meridionale.
Media Iran: delegazioni di Teheran e Muscat discutono di Hormuz
Delegazioni iraniana e omanita si sono incontrate per discutere gli ultimi sviluppi riguardanti lo stretto di Hormuz e le disposizioni per il transito sicuro delle navi.
Lo scrive la agenzia Mehr. Secondo l'agenzia semi-ufficiale iraniana i colloqui, svoltisi a Muscat, rientrano nel quadro delle consultazioni bilaterali in corso tra i due Paesi a vari livelli sugli sviluppi regionali e sulle relazioni reciproche.
La delegazione iraniana era guidata da Abbas Bagherpour, direttore generale per gli affari di diritto internazionale presso il ministero degli Esteri, e comprendeva rappresentanti degli organi governativi competenti.
Durante l'incontro, entrambe le parti "hanno ribadito i propri diritti sovrani e la propria giurisdizione sullo stretto, in quanto parte delle rispettive acque territoriali".
La delegazione iraniana ha inoltre avuto un colloquio separato con il ministro degli Esteri omanita Sayyid Badr bin Hamad Al Busaidi. Inoltre, Arsenio Dominguez, Segretario Generale dell'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo), che si trovava in Oman nello stesso periodo, ha incontrato la delegazione iraniana per discutere questioni tecniche correlate.
Telefonata ministri Esteri Pakistan-Cina: proseguire con il cessate il fuoco
Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar e il suo omologo cinese Wang Yi hanno discusso in una telefonata degli sviluppi regionali e degli sforzi di Islamabad per mediare una soluzione al conflitto con l'Iran. Lo ha riferito il ministero degli Esteri pakistano. "Entrambe le parti hanno sottolineato l'importanza di proseguire con un cessate il fuoco duraturo e di garantire il normale passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz", ha affermato il ministero in un comunicato stampa. La telefonata è giunta in vista dei colloqui previsti a Pechino nel corso di questa settimana tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping.
Iran: una nuova chiazza di petrolio al largo di Kharg
Mentre un'enorme chiazza di petrolio continua a espandersi nelle acque al largo dell'isola iraniana di Kharg, gli esperti avvertono che un'altra perdita potrebbe essere appena iniziata nella zona. Lo riporta la CNN.
Le immagini satellitari ottenute dalla rete mostrano che la chiazza lunga 70 chilometri, avvistata la scorsa settimana al largo della costa dell'isola iraniana, si sta attualmente spostando verso sud e si sta disintegrando durante il suo percorso.
Insieme a questa chiazza, stanno emergendo nuove preoccupazioni riguardo a un'altra fuoriuscita di petrolio piu' vicina all'isola, che potrebbe essere ancora nelle fasi iniziali, secondo l'Osservatorio sui conflitti e l'ambiente (CEOBS).
Kallas: valutiamo missione Ue dopo Unifil
"Quando il mandato dell'Unifil terminerà, sarà necessario bisognerà trovare una sostituzione. I ministri discutono di come si potrà realizzare. Stiamo attualmente valutando una nuova missione dell'Ue per contribuire a rafforzare il controllo statale in Libano. Più rafforziamo l'esercito libanese, più indeboliamo Hezbollah". Lo dice l'Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Consiglio Difesa.
Hegseth: "Gli Usa controllano lo stretto di Hormuz e l'Iran lo sa"
Pete Hegseth ha sostenuto che gli Stati Uniti controllino lo stretto di Hormuz, nonostante il fatto che il passaggio delle navi è rimasto praticamente interdetto per oltre due mesi di guerra. Durante un'audizione al senato il segretario alla Difesa ha detto: "Siamo noi a controllare lo stretto, poiché nulla vi entra senza il nostro permesso. L'Iran sa che non può infrangere questo controllo. E la cosa è per loro motivo di grande preoccupazione".
Arrestato gruppo Pasdaran infiltratosi in un'isola del Kuwait
Il Qatar ha condannato "l'infiltrazione di un gruppo armato di elementi delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nell'isola di Bubiyan con l'obiettivo di compiere atti ostili contro il Kuwait, e il loro scontro con le forze armate kuwaitiane prima del loro arresto".
Il Ministero degli Esteri kuwaitiano aveva annunciato di aver convocato l'ambasciatore iraniano e di avergli consegnato una nota di protesta "a seguito dell'infiltrazione di un gruppo delle Guardie Rivoluzionarie nell'isola di Bubiyan e del loro scontro con le forze kuwaitiane".
Trump: solo Usa o Cina possono prendere l'uranio iraniano
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che solo Washington o Pechino possono recuperare il materiale nucleare iraniano, a condizione che Teheran accetti di consegnarlo.
Interrogato dal conduttore radiofonico di destra Sid Rosenberg, sostenitore della guerra, sulla possibilita' di impedire all'Iran di continuare l'arricchimento dell'uranio e di costruire un'arma nucleare, Trump ha risposto: "Al cento per cento. Si fermeranno".
Il Presidente degli Stati Uniti ha aggiunto: "Gli iraniani mi hanno detto... mi hanno detto che otterremo la polvere", riferendosi al materiale nucleare rimanente di Teheran, che Trump chiama "polvere nucleare". "Il problema è che gli unici due Paesi al mondo che possono ottenerla siamo noi e la Cina, perché nessun altro ha le attrezzature".
Trump ha aggiunto: "Non dobbiamo avere fretta. Abbiamo un blocco che non permette loro di ricevere denaro. E' una cosa molto semplice: non possiamo permettere loro di avere un'arma nucleare, perche' la userebbero".
Usa: abbiamo impedito a petroliera maltese di attraversare Stretto di Hormuz
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha reso noto che le sue forze hanno impedito a una petroliera battente bandiera maltese di attraversare lo Stretto di Hormuz. "Le nostre forze hanno impedito alla petroliera Agios Phanourios di attraversare lo Stretto di Hormuz per violazione del blocco", ha detto un portavoce del Centcom ad Al Jazeera, aggiungendo che la nave non trasportava petrolio iraniano. Il portavoce ha aggiunto che le forze statunitensi hanno intercettato diverse petroliere che non trasportavano petrolio iraniano perché violavano l'embargo, aggiungendo che il blocco imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani rimane in vigore.
Kallas: a breve riunione dei Volenterosi su Hormuz a livello difesa, da missione Aspides possibile contributo
Si terrà questo pomeriggio la riunione della Coalizione dei Volenterosi per Hormuz a livello di ministri della Difesa. L'incontro sara' ospitato da Regno Unito e Francia a seguito del Consiglio Difesa Ue, appena terminato a Bruxelles. Lo ha reso noto l'alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Difesa Ue.
Secondo Kallas, con l'operazione Aspides l'Ue potrebbe contribuire alle azioni della Coalizione dei Volenterosi nello Stretto di Hormuz. "Si tratta di un'operazione navale già in corso nella regione, e l'area operativa è già coperta, quindi dobbiamo solo modificare il piano operativo, non il mandato, che consente già la sua operatività", ha detto Kallas.
"Ciò che serve sono più navi, più imbarcazioni. Oggi alcuni Stati membri hanno effettivamente affermato che contribuiranno con più navi a questa operazione", ha precisato Kallas. "E' il modo più rapido per andare avanti. Penso che, se agiamo insieme come leader, questo potrebbe essere il nostro contributo anche alla Coalizione dei volenterosi come Europa", ha concluso.
Libano: ministro della Salute, 380 persone uccise dall'inizio del cessate il fuoco
Il ministro della Salute libanese Rakan Nassereddine ha detto ai giornalisti che, dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, 380 persone sono state uccise e 1.122 ferite in attacchi dell'esercito di Israele. Ha aggiunto che dall'inizio dell'ultima guerra, il 2 marzo, il bilancio delle vittime in Libano ha raggiunto 2.882 morti e 8.786 feriti.
Manifestante iraniano-americana interrompe Hegseth: "No alla guerra contro l'Iran"
Una manifestante pacifista ha interrotto l'audizione di Pete Hegseth alla Camera: "Sono un'iraniano-americana e sono contraria a questa guerra di aggressione" ha urlato prima di essere allontanata dagli agenti. Nell'aula erano presenti altri manifestanti che indossavano magliette rosa con il messaggio No war on Iran che si sono alzati e sono usciti mentre il segretario alla Difesa stava parlando.
Hegseth: "Sarò in Cina con Trump, solo lui deciderà sulle armi a Taiwan"
Il segretario della Difesa americano Pete Hegseth ha riferito che accompagnerà il presidente Donald Trump nel suo imminente viaggio in Cina, in una visita che si svolge in un clima di incertezza sull'effettiva tenuta del cessate il fuoco con l'Iran. Nel corso di un'audizione alla Camera, Hegseth, in merito allo stato delle vendite multimiliardarie di armamenti annunciate o in trattativa a Taiwan, ha risposto: "Il presidente è alle soglie della partenza per il suo viaggio, al quale prenderò parte, e sarà lui a prendere tutte le decisioni del caso". La presenza di Hegseth punta a rilanciare anche le relazioni militari tra Usa e Cina.
Trump: "Sull'Iran non ho fretta. Fermeranno l'arricchimento dell'uranio, noi andremo a prendere la polvere nucleare"
Donald Trump ha ribadito in un'intervista con il conduttore radiofonico di destra Sid Rosenberg ciò che va dicendo da giorni: "Sull'Iran non ho fretta, siamo in contatto con dei funzionari" ha detto il tycoon, insistendo che Teheran "non può avere l'arma nucleare, perché la userebbero". Il presidente ha anche ripetuto che gli Stati Uniti "hanno spazzato via la marina iraniana".
"L'Iran fermerà l'arricchimento dell'uranio, me lo hanno detto" ha sostenuto ancora Trump. Il presidente ha poi ripetuto quanto dichiarato ieri a Fox News, che Teheran gli avrebbe chiesto di andare a prendere la polvere nucleare sepolta in profondità negli impianti bombardati dagli Usa a giugno. "Solo noi e la Cina abbiamo le capacità per farlo" ha detto.
Appello di 112 premi Nobel per la scarcerare senza condizioni di Narges Mohammadi
In seguito al trasferimento in ospedale di Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace e prigioniera politica, 112 Nobel di vari settori hanno lanciato un appello per chiedere l'immediata e incondizionata liberazione e il ritiro di tutte le accuse contro l'attivista iraniana. La vita di Mohammadi "è appesa a un filo" mentre è ricoverata in terapia intensiva a Teheran, ha denunciato ieri la Fondazione che porta il suo nome. L'appello dei Nobel è stato diffuso in coordinamento con la Nobel Women's Initiative e in collaborazione con la Fondazione Narges. Tra i firmatari figurano premi Nobel per la chimica, l'economia, la letteratura, la medicina, la pace e la fisica.
Trump: "È solo questione di tempo, non avranno un'arma nucleare"
"Abbiamo distrutto la loro Marina, distrutto la loro aviazione: è solo questione di tempo. Abbiamo un blocco che non dà loro soldi, non permette loro di guadagnare. una questione di politica molto semplice: non possiamo permettere loro di avere un'arma nucleare perché la userebbero e sarebbe una tragedia inimmaginabile" ha dichiarato il presidente americano Donald Trump in un'intervista al podcast Sid&Friends in the morning.
Media iraniano: la petroliera Mihzem del Qatar ha attraversato lo Stretto di Hormuz
La nave petroliera Mihzem, battente bandiera del Qatar, ha attraversato lo stretto di Hormuz. Lo ha annunciato l'agenzia iraniana Tasnim su X. "La nave - si legge - ha mostrato la sua posizione nel Mar di Oman solo pochi minuti fa e ha attraversato lo Stretto di Hormuz seguendo il percorso indicato dall'Iran". La nave cisterna qatariota era in attesa dell'approvazione iraniana per il passaggio dello Stretto.
Media iraniano: Teheran presenta un ricorso alla Corte arbitrale dell'Aja contro gli Usa
L'Iran ha presentato un ricorso contro gli Stati Uniti presso la Corte arbitrale dell'Aja "per gli attacchi militari contro i suoi impianti nucleari", "le sanzioni economiche" e quelle che ha definito "minacce di ricorso alla forza". Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim.
Hegseth: "Abbiamo un piano B per l'Iran in caso di escalation"
Pete Hegseth ha detto di avere un "piano B" nell'eventualità di un'escalation in Iran. "Abbiamo un piano per riposizionare le risorse", ha detto il segretario alla Difesa in un'audizione alla Camera senza fornire altri dettagli.
Hegseth: "Stiamo vincendo la guerra. Il cessate il fuoco rimane in vigore"
Il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, è convinto che gli Usa stiano vincendo la guerra lanciata contro l'Iran e che la fine del conflitto sarà raggiunta alle condizioni del presidente Donald Trump. Durante un'audizione al Congresso, il capo del Pentagono ha detto: "Stiamo vincendo. Abbiamo vinto ogni cosa che abbiamo combattuto in questo conflitto. L'Iran lo sa sulla base del degrado incredibile delle sue capacità (militari). È per questo che lo abbiamo visto volere venire al tavolo (dei negoziati). Come questo viene risolto sarà sulla base dei nostri termini, dei termini di Trump. Abbiamo tutte le munizioni e le capacità necessarie per permetterlo".
"Il cessate il fuoco rimane in vigore" ha precisato il segretario alla Difesa. "Abbiamo un piano per l'escalation se serve e abbiamo un piano per spostare gli asset" ha spiegato il capo del Pentagono.
Il Pentagono: "La guerra in Iran finora è costata 29 miliardi di dollari"
Finora la guerra contro l'Iran è costata agli Stati Uniti 29 miliardi di dollari, riferisce il funzionario del Pentagono, Jules Hurst, in audizione al Congresso.
Trump posta una foto creata con l'IA di un caccia Usa che distrugge le navi veloci dell'Iran: "Bye bye"
BYE, BYE, fast boats, "Ciao, ciao, navi veloci", è la didascalia di una foto creata con l'intelligenza artificiale che Donald Trump ha postato su Truth. Nell'immagine si vede un jet americano sganciare missili contro due imbarcazioni su cui sventola la bandiera dell'Iran.
L'ultima foto postata da Trump su Truth: i caccia americani distruggono le navi veloci di Teheran
Rutte: "Gli alleati posizionano le proprie capacità vicino a Hormuz per la fase 2"
Uno degli elementi al momento fondamentali per contenere la delusione di Donald Trump verso la Nato "riguarda, ovviamente, l'Iran e come possiamo garantire che gli alleati europei, nella fase successiva, siano in grado di fornire un contributo per gestire la situazione, ad esempio nello Stretto di Hormuz" ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte durante la sua visita in Montenegro. "È esattamente ciò che hanno chiesto gli americani. E quello a cui stiamo assistendo ora è che francesi e britannici stanno guidando questa iniziativa, con 40 paesi che si riuniscono nuovamente oggi. E quello che vedo è che c'è un'enorme attività in corso per pre-posizionare vicino al teatro delle operazioni, le capacità critiche necessarie per la fase successiva" ha precisato Rutte. "Gli alleati hanno ricevuto il messaggio di Trump" ha ribadito infine il segretario generale della Nato.
Il Wall Street Journal: "Gli Emirati hanno compiuto ad aprile vari attacchi contro l'Iran"
Gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi militari contro l'Iran. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. Gli attacchi suggeriscono che il Paese, uno dei più colpiti dai raid di Teheran, sia ora maggiormente propenso a tutelare il proprio potere economico e la propria crescente influenza in tutto il Medio Oriente. Le fonti riferiscono che, tra le operazioni, c'è stato anche un raid contro una raffineria situata sull'isola iraniana di Lavan, nel Golfo Persico, ai primi di aprile, all'incirca nel momento in cui il Donald Trump ha annunciato il cessate il fuoco.
Il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran: "Siamo pronti a tutto, guai a chi mette piede in Iran"
Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che l'Iran è pronto a qualsiasi scenario, riferendosi alle minacce statunitensi di un possibile attacco di terra all'Iran. "Chiunque osi mettere piede sul suolo iraniano subirà gravi danni" ha avvertito. Secondo l'agenzia Irna, Baghaei ha dichiarato a India Today Global che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visiterà l'India e parteciperà al prossimo vertice dei ministri degli Esteri dei Brics in quel Paese. "Teheran attende con interesse gli incontri bilaterali con gli altri ministri presenti al vertice, incluso il ministro degli Esteri indiano, in quanto Paese amico" ha aggiunto Baghaei.
Il premier del Qatar: "A Washington per sostenere gli sforzi di pace"
Il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani afferma di essersi recato a Washington per sostenere gli sforzi volti a porre fine alla guerra in Iran.
Media: i Pasdaran ampliano la zona di controllo dello Stretto di Hormuz
"L'Iran ha esteso la definizione dello Stretto di Hormuz fino a considerarlo una vasta area operativa, ben più ampia rispetto a prima della guerra" che si estende dalla città di Jask a est fino all'isola di Siri a ovest. Lo ha affermato Mohammad Akbarzadeh, alto ufficiale della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, ripreso da Reuters sul sito. Akbarzadeh ha poi aggiunto che "lo Stretto non è più considerato un tratto angusto, perché la sua portata e importanza militare sono state notevolmente ampliate". Le agenzie di stampa iraniane Fars e Tasnim hanno riferito che "la larghezza di Hormuz, precedentemente stimata tra le 20 e le 30 miglia, è ora aumentata fino a raggiungere le 200-300 miglia, formando una mezzaluna completa".
Hezbollah: "Il nostro disarmo non è sul tavolo dei negoziati"
Il leader di Hezbollah Naim Qassem sottolineato che le armi del suo gruppo non rientrano nei prossimi negoziati tra Libano e Israele e ha minacciato che i suoi combattenti trasformeranno il campo di battaglia in un "inferno" per le forze israeliane. Quella delle armi "è una questione interna libanese e non fa parte dei negoziati con il nemico", recita una nota in vista del terzo round di colloqui a Washington, in programma giovedì e venerdì. "Non ci arrenderemo e continueremo a difendere il Libano e il suo popolo, non abbandoneremo il campo di battaglia e lo trasformeremo in un inferno per Israele" ha aggiunto.
Libano, Qassem: "Campo di battaglia sarà un inferno per Israele"
Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato in un messaggio ai combattenti letto dall'emittente libanese Al Manar che "una forza potente e brutale si scontra con un gruppo molto più piccolo, con risorse e sostegno limitati", ma che "il nemico alla fine cederà", mentre "noi non abbandoneremo il campo di battaglia che si trasformerà in un inferno per gli israeliani".
"Non ci arrenderemo, non capitoleremo e continueremo a difendere il Libano e il suo popolo, non importa quanto tempo ci vorrà o quali sacrifici saranno richiesti, sacrifici che valgono meno della sottomissione", ha aggiunto.
Iran, Netblocks torna a denunciare blackout di Internet da 74 giorni
L'osservatorio della rete Netblocks ha denunciato che il blocco quasi totale di internet in Iran, imposto dopo l'inizio della guerra con Stati Uniti e Israele, è giunto al settantaquattresimo giorno.
"Dal 28 febbraio 2026, il mondo ha assistito a progressi scientifici e tecnologici. Nel frattempo, il regime iraniano ha continuato ad arrestare e giustiziare esperti di tecnologia", si legge in un messaggio di Netblocks su X che denuncia il blocco quasi totale di internet nella Repubblica islamica in corso da 74 giorni.
Nel frattempo, il governo iraniano ha riconosciuto, definendola "completamente giustificata", la frustrazione da parte della popolazione per la censura imposta sulla rete. "La causa di questa rabbia sono i nemici che minano il nostro ambiente di sicurezza", ha affermato la portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, come riferisce l'emittente Iran International, promettendo che la rete internet sarebbe tornata ad essere disponibile una volta cessata la minaccia della guerra.
Il Pakistan smentisce notizie CBS di aerei militari Iran nei suoi aeroporti
Il Pakistan ha definito "fuorvianti" le affermazioni secondo cui avrebbe permesso agli aerei militari iraniani di parcheggiare sui suoi aeroporti, pur proponendosi come mediatore nei colloqui di pace tra Teheran e gli Stati Uniti. Lo riporta Sky News.
Cbs News , citando funzionari statunitensi, ha riferito che l'Iran ha inviato "diversi aerei" alla base aerea pakistana di Nur Khan pochi giorni dopo che Donald Trump aveva annunciato un cessate il fuoco con l'Iran all'inizio di aprile. I funzionari hanno anche affermato che Teheran ha inviato aerei civili a parcheggiare nel vicino Afghanistan.
Il ministero degli Esteri pakistano ha dichiarato di "respingere categoricamente" il servizio della Cbs, definendolo "fuorviante e sensazionalistico". Si afferma che, in seguito al cessate il fuoco e durante un primo ciclo di colloqui a Islamabad, "diversi aerei" provenienti dall'Iran e dagli Stati Uniti sono arrivati nel Paese "per agevolare gli spostamenti del personale diplomatico, delle squadre di sicurezza e del personale amministrativo".
ONU: "Il ritorno a una guerra su vasta scala in Iran avrebbe conseguenze catastrofiche"
Il ritorno a una guerra su vasta scala avrebbe conseguenze catastrofiche, ha dichiarato un portavoce delle Nazioni Unite in una conferenza stampa presso la sede dell'ONU a New York lunedì. Le recenti tensioni sullo Stretto di Hormuz hanno messo in luce le profonde divisioni tra Stati Uniti e Iran, aumentando ulteriormente l'incertezza sul loro fragile cessate il fuoco. In risposta a una domanda dei media riguardo alle affermazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui il cessate il fuoco di diverse settimane con l'Iran è in "stato di massima allerta", Farhan Haq, vice portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, ha sottolineato la necessità di sforzi concertati per rimanere impegnati nei negoziati. Ha affermato che le Nazioni Unite non si lasceranno influenzare dalla retorica delle parti coinvolte nei negoziati tra Stati Uniti e Iran e che il loro obiettivo principale è quello di spingere tutte le parti a rimanere impegnate nei negoziati. "Nel corso degli anni, in tutti i nostri sforzi diplomatici, abbiamo cercato di non dare troppo ascolto alla retorica di nessuna delle parti coinvolte nei negoziati. Ciò che vogliamo fare è assicurarci che le parti stesse rimangano impegnate nei negoziati. Certamente, apprezziamo il ruolo che il Pakistan ha "Abbiamo svolto un ruolo di mediatore e vogliamo che gli sforzi continuino. Un ritorno ai combattimenti su vasta scala sarebbe, come ha ripetutamente affermato il Segretario Generale, catastrofico", ha detto. Sia le forze statunitensi che quelle iraniane si sono sparate a vicenda nello Stretto di Hormuz da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco all'inizio del mese scorso.
Cnn: "Trump sta preparando piani di guerra contro l'Iran con i generali"
Il presidente americano Donald Trump ha incontrato nella serata di lunedì la sua squadra per la sicurezza nazionale e i alti vertici delle forze armate Usa per discutere le future strategie per il conflitto con l'Iran, inclusa la possibilità di riprendere le azioni militari.
Lo riferisce la Cnn, citando fonti informate. Inoltre, durante una cena per la polizia alla Casa Bianca, il presidente ha elogiato l'esercito per le operazioni contro l'Iran. "Le nostre forze armate sono fantastiche, stiamo facendo il culo a tutti", ha detto Trump.
La risposta iraniana alla proposta Usa per chiudere la guerra e la conseguente reazione scomposta di Donald Trump sono l'ennesima iniezione di incertezza e tensione sul conflitto in Medio Oriente: il cessate il fuoco "è debolissimo, attaccato alle macchine per sopravvivere, dopo quella proposta spazzatura che ci hanno mandato" e "ha l'1% di chance di tenere", ha sentenziato il tycoon. Ma se da una parte il presidente Usa boccia "l'inaccettabile" replica di Teheran e valuta anche la ripresa dell'operazione Project Freedom a Hormuz, dall'altra ritiene una soluzione diplomatica ancora "molto possibile", seppur bollando come "indegna" la leadership della Repubblica islamica. Una soluzione che tuttavia sembra essere congelata, almeno fino all'attesissima visita di Trump a Pechino da Xi Jinping, considerata chiave anche per le sorti della guerra mediorientale.
Nella sua controproposta, Teheran indicava le seguenti condizioni: no a impegni preliminari, sollecitati da Washington, su programma nucleare e scorte di uranio altamente arricchito, e disponibilità a sospendere le procedure di arricchimento per un periodo più breve rispetto ai 20 anni proposti dagli Stati Uniti. Infine, totale indisponibilità sullo smantellamento delle proprie strutture legate all'atomo, e apertura sulla diluizione di parte del suo uranio altamente arricchito e sul trasferimento della parte residua in un Paese terzo, a patto che, con la garanzia di Washington, il materiale fissile sia restituito se i negoziati dovessero fallire o gli Stati Uniti dovessero ritirarsi dall'accordo in una fase successiva. Il nucleare, con i paletti di Teheran ben definiti, sarebbe un dossier da affrontare nei successivi 30 giorni di negoziato, subito dopo la firma del memorandum. Al contrario, Teheran propone la fine delle ostilità e la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale, insieme alla revoca da parte degli Stati Uniti del blocco imposto su navi e porti iraniani.
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, oggi ha ufficialmente difeso il piano iraniano sdegnosamente rigettato da Trump: "Non c'è altra scelta se non quella di accettare i diritti del popolo iraniano, come delineato nella proposta in 14 punti".
Usa colpiscono aziende Hong Kong con misure e Pechino replica: "No a sanzioni illegali, tuteleremo aziende cinesi." Aziende Hong Kong colpite da misure annunciate ieri dal Tesoro Usa
"La Cina si oppone con forza alle sanzioni unilaterali illegali che non hanno fondamento nel diritto internazionale e non sono autorizzate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e tutelerà con determinazione i legittimi diritti e interessi delle imprese cinesi": lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, rispondendo a una domanda della stampa sulle sanzioni annunciate ieri dal Tesoro Usa contro 12 individui ed entità che avrebbero facilitato la vendita e la spedizione di petrolio iraniano alla Cina, tra cui figurano aziende con base a Hong Kong.
USA: "Tel Aviv ha mandato personale e batterie antimissile in Emirati per difesa paese"
Israele ha inviato batterie antimissile Iron Dome e personale addetto negli Emirati Arabi Uniti per difendere il Paese durante la guerra con l'Iran, ha dichiarato martedì l'ambasciatore statunitense nel Paese.
Mike Huckabee ha rilasciato questa dichiarazione sul palco durante un evento a Tel Aviv, in Israele.
"Vorrei esprimere il mio apprezzamento per gli Emirati Arabi Uniti, il primo membro degli Accordi di Abramo", ha detto Huckabee alla Conferenza di Tel Aviv. "Basta guardare i vantaggi. Israele ha appena inviato loro batterie Iron Dome e personale per contribuire al loro funzionamento". Gli Emirati Arabi Uniti, una federazione di sette sceiccati nella penisola arabica, hanno riconosciuto diplomaticamente Israele nel 2020. Gli Emirati Arabi Uniti non hanno risposto immediatamente a una richiesta di commento sul riconoscimento da parte di Huckabee, pur sottolineando la crescente collaborazione in materia di difesa tra i due Paesi, da tempo diffidenti nei confronti dell'Iran.
Israele, deputato Likud a "La Stampa": "Qualunque accordo oggi non sarebbe buono"
"È difficile festeggiare quando si è impegnati, come noi adesso, a combattere. Abbiamo soldati uccisi e feriti quasi ogni giorno. Per tornare ai negoziati: qualunque accordo oggi non sarebbe buono. Perché, avendo accesso a informazioni classificate, posso dire che gli iraniani ci hanno mentito ieri, lo fanno oggi e continueranno domani". Lo afferma, in una intervista a La Stampa, Boaz Bismuth, deputato del Likud e presidente della commissione Esteri e Difesa della Knesset, aggiungendo che rispetto alla minaccia di Teheran "l'Iran nucleare non sarebbe una minaccia solo per Israele ma per l'Europa e per la stabilità del mondo. L'obiettivo che l'uranio arricchito non rimanga in Iran alla fine di questa guerra è qualcosa su cui non si può negoziare. Il presidente Trump lo capisce e se ne assume la responsabilità. Vorrei che la Nato avesse fatto lo stesso. Invece, sento solo molti discorsi sui valori. Mentre loro parlano, noi agiamo". Il braccio destro di Netanyahu sottolinea che tra l'esercito israeliano e quello americano esiste "un'intesa senza precedenti" e difende l'operato del Primo Ministro: "Netanyahu guida un Paese democratico e ha sempre vinto le elezioni. Mi dispiace molto vedere quanto certe voci dell'opposizione vengano ascoltate all'estero. Questa è una lotta per la sopravvivenza di Israele e il suo popolo. Se il 7 ottobre del 2023 abbiamo toccato il punto più basso, oggi basta guardarci. Ed è anche merito di Netanyahu". Sulle divisioni interne al Paese, Bismuth smentisce la frammentazione sociale sostenendo che "per strada, nel mondo reale, siamo straordinariamente uniti. Trovo l'opposizione in Israele molto ipocrita. Avrebbero potuto unirsi a noi per formare una coalizione. Ma prima ci hanno boicottato per impedire a Netanyahu di governare e poi ci hanno condannato per aver formato un esecutivo con la destra radicale". In merito ai partner di governo più controversi, precisa che "sono partner nel mio governo e non mi vergogno di loro. Ciò che oggi unisce i partiti sionisti è molto più di ciò che ci divide. C'è bisogno di un'ampia coalizione e di unità". L'esponente del Likud rivendica infine con orgoglio la sua attività parlamentare: "Prenda l'esempio della legge che ho firmato io con cui ho espulso l'Unrwa da Israele per aver partecipato alla guerra del 7 ottobre. Se fossi stato un giornalista, avrei scritto un articolo raccontando la verità su questa organizzazione. Da politico, ho potuto cacciare l'Unrwa da Israele".
Medio Oriente: crisi nafta colpisce industria giapponese
La guerra in Iran continua a produrre ricadute concrete sull'economia giapponese, colpendo settori variegati: dall'industria alimentare alla logistica marittima. Tra questi il colosso nipponico degli snack Calbee e l'armatore NYK Line, tra le prime grandi aziende a dover riorganizzare le proprie operazioni in risposta alle crescenti difficoltà di approvvigionamento. Calbee, principale produttore giapponese di patatine fritte, si appresta a commercializzare alcuni dei suoi prodotti di punta in confezioni monocromatiche, abbandonando già da fine mese il tradizionale packaging a colori. La causa è la ridotta disponibilità di nafta, derivato del petrolio impiegato come solvente per gli inchiostri da stampa, il cui approvvigionamento risulta compromesso dall'instabilità geopolitica regionale. L'azienda ha già notificato il cambiamento ai propri partner commerciali e ai rivenditori, non escludendo ulteriori modifiche in funzione dell'evoluzione dello scenario geopolitico. Secondo un'indagine pubblicata a fine aprile da un'associazione di categoria, oltre il 70% delle circa cento aziende interpellate ha dichiarato che potrebbe essere costretto ad aumentare i prezzi qualora le difficoltà di approvvigionamento della nafta dovessero persistere. Sul fronte della logistica, NYK Line, uno dei principali operatori mondiali nel trasporto marittimo di autoveicoli, sta valutando rotte alternative per le consegne destinate al Medio Oriente, a seguito della chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz. Il presidente della compagnia, Soga Takaya, ha dichiarato ieri che la domanda di automobili nella regione rimane sostenuta, e con essa quella per i servizi di trasporto. Tra le opzioni allo studio, ha indicato lo scarico delle merci in Oman con completamento del tragitto via terra.
Iran, parlamentare su X: "Uranio arricchito al 90% in caso di nuovo attacco"
L'Iran potrebbe arricchire l'uranio fino al 90%, qualora venisse nuovamente attaccato. Lo ha scritto oggi su X Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera.
"Una delle opzioni dell'Iran, in caso di un nuovo attacco, potrebbe essere l'arricchimento al 90%. Ne discuteremo in Parlamento", ha dichiarato Rezaei.
Trump: "Il cessate il fuoco in Iran è un malato terminale in terapia intensiva"
"Dopo aver letto la lettera spazzatura che mi hanno mandato (gli iraniani, ndr), direi che in questo momento il cessate il fuoco è una sorta di malato terminale in terapia intensiva, è molto debole. Diciamo che il cessate il fuoco è come una persona che si trova in terapia intensiva e arriva il medico e ti dice il tuo caro ha un uno per cento di vita, questo è il cessate il fuoco in questo momento". Lo ha detto il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.
Arabia Saudita - Pakistan, colloqui su mediazione tra Iran e USA
Il ministro degli Esteri saudita, principe Faisal bin Farhan, ha avuto un colloquio telefonico con il vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano, Muhammad Ishaq Dar. Lo riporta l'agenzia di stampa saudita "SPA". Durante la conversazione, le due parti hanno discusso gli sforzi di mediazione che il Pakistan sta compiendo tra Iran e Stati Uniti. Entrambi i ministri hanno sottolineato l'importanza delle soluzioni diplomatiche e hanno espresso il pieno sostegno a tutti gli sforzi volti a riportare la stabilità nella regione.
Libano meridionale, l'esercito israeliano chiede evacuazione di 4 villaggi
L'esercito israeliano ha nuovamente chiesto questa mattina l'evacuazione urgente degli abitanti di quattro città e villaggi nel Libano meridionale.
"Alla luce della violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah", l'esercito è "costretto ad agire con fermezza", ha dichiarato su Telegram il portavoce in lingua araba dell'Idf, Avichay Adraee, elencando quattro città e villaggi da evacuare "immediatamente" e da mantenere "ad almeno 1.000 metri di distanza, in aree aperte".
Israele, Golan a "Repubblica": "Liberiamoci di Netanyahu poi metteremo fine a guerre"
"La prima cosa è mandare via questo governo il prima possibile", per poi "ripristinare l'ordine" nel Paese, "chiudere tutti i fronti di guerra" e riallacciare i rapporti con la comunità internazionale, perchè "Israele non può isolarsi dal mondo occidentale e democratico".
E' quanto ha detto a Repubblica Yair Golan, l'ex vice capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf) che oggi guida i Democratici, in vista delle prossime elezioni in Israele.
Secondo Golan, il premier Benjamin Netanyahu "farà tutto il possibile per cambiare le regole prima delle elezioni, per influenzarne l'esito, e non è detto che rispetterà la volontà popolare", sottolineando che "siamo pronti a mobilitare migliaia di persone per garantire elezioni libere".Stando ai sondaggi Golan dovrebbe conquistare 10-12 seggi alla Knesset: "Prima di tutto è chiaro che per governare dovremo formare una coalizione molto ampia: da Avigdor Lieberman a Mansour Abbas (dalla destra laica alle liste arabe, ndr). Poi sarà prioritario abrogare le norme illegali che sono state approvate in questi anni e approvare invece leggi che rafforzino la nostra democrazia: come il limite ai mandati del premier. Infine, ricostruire il Paese: prima di tutto le comunità che vivono nell'area circostante la Striscia di Gaza e al confine Nord. Dovremo chiudere tutti i fronti di guerra e usare la diplomazia in modo che i successi militari si trasformino in sicurezza a lungo termine"
Israele approva la Corte marziale per i responsabili dell'attacco del 7 ottobre
Iran, Wsj: "Trump chiede indagini su cronisti per fughe notizie"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto al dipartimento di Giustizia di citare in giudizio i giornalisti autori di articoli basati su fughe di notizie relative alla guerra in Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal, che sarebbe una delle testate nel mirino insieme al New York Times e al Washington Post.
Secondo fonti interne all'amministrazione, il mese scorso il presidente Trump si è lamentato in privato con il ministro della Giustizia, Todd Blanche, il quale avrebbe promesso mandati di comparizione specifici per i cronisti che si sono occupati di notizie sensibili relative alla sicurezza nazionale. Trump avrebbe consegnato a Blanche una pila di articoli di giornale che lui e altri alti funzionari ritenevano una minaccia per la sicurezza nazionale, ha riferito una fonte, con un post-it su cui era scritto "tradimento". I pezzi incriminati riguardano, tra le altre cose, le pressioni di Israele sull'amministrazione, i pareri negativi degli alti gradi militari sull'intervento in Iran e le operazioni di ricerca dei piloti degli aerei Usa abbattuti durante il conflitto.
UE, Tajani: "Senza opposizione ungherese, sbloccate sanzioni ai coloni"
"E' da tempo che era sul tavolo questa proposta. E' stato finalmente superato il veto ungherese, e ora che non c'è più Orban siamo riusciti ad arrivare a una decisione pratica, importante e giusta". Lo afferma, in una intervista a Il Messaggero, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, chiarendo che le sanzioni contro i coloni israeliani responsabili di atti di violenza contro le comunità palestinesi e cristiane in Cisgiordania decise dal Consiglio Affari Esteri di Bruxelles prevedono che "non possono fare operazioni finanziarie in Europa, e non possono venire nel nostro continente. In più, saranno congelati i loro beni in Ue, qualora li avessero". Sui dazi aggiuntivi ai prodotti dei coloni il titolare della Farnesina spiega che "è stata un'ipotesi di cui si è parlato e di cui parleremo ancora. Siamo d'accordo a esaminare la proposta che arriverà dalla Commissione Ue. A quel punto, entreremo nel dettaglio e valuteremo". Per Tajani senza Orban l'Unione Europea "è più reattiva. Adesso però bisogna insistere sul superamento del diritto di veto delle decisioni Ue. Io parlo per me. Questa è sempre stata la mia posizione personale e quella di Forza Italia. Mi auguro che i nostri alleati di governo si convincano". Il ministro si sofferma poi sulla situazione in Cisgiordania: "Il problema è che agiscono male i coloni. Spero che questa decisione europea li freni. E che non ci siano più violenze contro i palestinesi in Cisgiordania e contro i cristiani. L'immagine del crocifisso fatto a pezzi dai soldati israeliani, per me e per tutti i cristiani, è uno choc. Però quei militari di Idf sono stati subito condannati, così come il soldato che ha messo la sigaretta in bocca alla Madonna in Libano". In merito all'accoglienza, il ministro rivendica che "stiamo continuando ad aiutare Gaza, anche favorendo i corridoi universitari. Stanno arrivando da Gaza 72 studenti e frequenteranno i nostri atenei. Queste sono le cose che mi riempiono d'orgoglio". Sul fronte militare e la missione nello Stretto di Hormuz precisa che "per ora le navi partono, e poi andranno ad Hormuz ma solo se ci sarà la pace. Non serve ancora un voto parlamentare perché, appunto, non è detto che andranno ad Hormuz. E comunque nel Mar Rosso c'è già la missione Aspides e c'è la missione Atlanta, vicino ad Hormuz, contro la pirateria. I cacciamine che partiranno saranno aggregati ad Aspides". Sugli scenari internazionali e il ruolo di Pechino, Tajani riferisce di aver "chiesto ai cinesi di svolere un ruolo positivo per il cessate il fuoco e per proteggere il Paesi del Golfo. La posizione cinese non è uguale alla nostra a proposito dell'Iran, però credo che la Cina potrebbe svolgere un ruolo fondamentale e convincere l'Iran a raggiungere un accordo. Tutti dovrebbero essere stanchi della guerra, ma c'è una linea rossa invalicabile, che è l'arma atomica iraniana. Una volta per tutte, l'Iran deve accettare di non costruire l'arma atomica".
Inchiesta israeliana accusa Hamas di violenze sessuali sistematiche il 7 ottobre
Hamas e i suoi alleati hanno commesso violenze sessuali "sistematiche e diffuse" durante l'attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele e nei confronti degli ostaggi che hanno portato a Gaza: lo denuncia il rapporto di una commissione investigativa indipendente israeliana durata due anni.
La Commissione conclude che "la violenza sessuale e di genere è stata sistematica, diffusa e parte integrante degli attacchi del 7 ottobre e delle loro conseguenze", si legge nelle 300 pagine del rapporto, che si basa su indagini precedenti, comprese quelle delle Nazioni Unite, per determinare la portata complessiva della violenza sessuale.
Petrolio, prezzi in rialzo: il Brent a 104,81 usd a barile (+0,59%), Wti a 98,89 usd (+0,87%)
Prezzo del petrolio in salita in scia alle notizie sul conflitto Usa-Iran con le parole del presidente Donald Trump sulla 'tregua appesa a un filo'. La quotazione del Brent si attesta a 104,81 dollari al barile, in aumento dello 0,59%. Il Wti è a 98,89 dollari al barile, in rialzo dello 0,87%.
Iran, media: "Giustizia un uomo legato a un gruppo militante del Balochistan"
L'Iran ha giustiziato un membro del gruppo militante sunnita Ansar al-Furqan, attivo nella provincia sud-orientale del Sistan e Baluchistan, secondo quanto riportato oggi dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.
L'imputato, di nome Abdoljalil Shahbakhsh, era stato condannato per reati tra cui ribellione armata contro le forze di sicurezza e appartenenza a un gruppo terroristico, con la condanna a morte confermata dalla Corte Suprema.
Usa-Cina, folta delegazione di imprenditori Usa andrà con Trump a Pechino
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump andra' in Cina con un gruppo di 16 tra i maggiori dirigenti di diversi settori, come Elon Musk (Tesla), Tim Cook (Apple) e Larry Fink (BlackRock). Non ci sarà invece il CEO di NVIDIA Jensen Huang, come hanno riferito funzionari statunitensi all'agenzia di stampa spagnola EFE. A seguito di Trump ci saranno altri Ceo come Kelly Ortberg (Boeing), David Solomon (Goldman Sachs), Cristiano Amon (Qualcomm), Stephen Schwarzman (Blackstone), Larry Culp (GE Aerospace) o Brian Sikes, del colosso agricolo Cargill. Ad affiancare il presidente americano saranno anche i CEO di Citi, Coherent, Illumina, Mastercard, Micron e Visa. Le uniche donne sono Jane Fraser, amministratore delegato di Citi, e Dina Powell McCormick, presidente di Meta.
Libano del sud, almeno 6 morti e 7 feriti in attacco israeliano
Almeno sei persone sono morte e altre sette sono rimaste ferite in un attacco aereo messo a segno la scorsa notte dalle forze israeliane contro un'abitazione a Kfardounine, nel sud del Libano. Lo riporta l'agenzia di stampa libanese Nna.
Iran, Ghalibaf: "Nessuna alternativa al piano in 14 punti"
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha scritto su X che "non c'è alternativa" al piano in 14 punti presentato da Teheran per mettere fine al conflitto.
"Non c'è altra alternativa che accettare i diritti del popolo iraniano così come sono esposti nella proposta in 14 punti - ha scritto Ghalibaf - qualsiasi altro approccio non porterà a nulla, se non a un fallimento dopo l'altro. Più tergiversano, più i contribuenti americani ne pagheranno le conseguenze".
Tajani al "Messaggero": la Cina può svolgere ruolo fondamentale per accordo su Iran
"Due settimane fa, ho chiesto ai cinesi di svolgere un ruolo positivo per il cessate il fuoco e per proteggere il Paesi del Golfo. La posizione cinese non è uguale alla nostra a proposito dell'Iran, però credo che la Cina potrebbe svolgere un ruolo fondamentale e convincere l'Iran a raggiungere un accordo. Tutti dovrebbero essere stanchi della guerra, ma c'è una linea rossa invalicabile, che è l'arma atomica iraniana. Una volta per tutte, l'Iran deve accettare di non costruire l'arma atomica". Così il ministro degli esteri Antonio Tajani in una intervista al quotidiano italiano 'Il Messaggero'.
Bombardiere strategico Usa B-1B vola verso Medioriente
Un bombardiere strategico B-1B Lancer dell'aeronautica militare statunitense ha effettuato un volo operativo verso il Medio Oriente. Lo ha reso noto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), secondo quanto riferito oggi dall'agenzia russa Interfax.
Il Centcom ha spiegato che la missione di addestramento si è svolta il 9 maggio, senza però indicare da quale base sia decollato il velivolo.
Secondo la Military Air Tracking Alliance (Mata), i bombardieri strategici americani B-1B Lancer e B-52H Stratofortress schierati nella base aerea di Fairford, nel Regno Unito, stanno effettuando quasi ogni giorno missioni di addestramento dirette verso il Medio Oriente. Le operazioni avrebbero una durata media compresa tra le nove e le dieci ore.
Attualmente nella base britannica sarebbero presenti 23 bombardieri pesanti statunitensi: 15 B-1B Lancer e otto B-52H Stratofortress.
Ciascun velivolo può essere equipaggiato con 24 bombe guidate JDAM da circa 900 chilogrammi, con raggio operativo fino a 20 chilometri, oppure con 12 missili da crociera JASSM, capaci di colpire bersagli a circa 300 chilometri di distanza.
Secondo quanto riportato, tali armamenti sarebbero stati impiegati nelle operazioni militari statunitensi contro obiettivi considerati strategici in Iran, in particolare siti fortificati destinati al dispiegamento, allo stoccaggio e alla produzione di missili balistici.
Iran, Cnn: "Trump valuta nuove operazioni militari"
Il presidente americano Donald Trump sarebbe sempre più irritato dall'atteggiamento dell'Iran nei negoziati sul nucleare e starebbe valutando con maggiore attenzione, rispetto alle scorse settimane, l'ipotesi di nuove operazioni militari. È quanto riferiscono fonti vicine ai colloqui, secondo cui il presidente Usa avrebbe manifestato forte insofferenza per la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz e per le divisioni interne alla leadership iraniana, considerate un ostacolo a concessioni concrete da parte di Teheran. Lo riporta la Cnn.
L'ultima risposta iraniana ai colloqui è stata definita da Trump "totalmente inaccettabile" e "stupida", alimentando tra diversi funzionari americani il dubbio che la Repubblica islamica sia realmente intenzionata a negoziare seriamente. Secondo alcune fonti, all'interno dell'amministrazione americana si starebbero confrontando diverse linee strategiche. Una parte, sostenuta anche da alcuni esponenti del Pentagono, spinge per una linea più dura, con possibili attacchi mirati finalizzati a indebolire ulteriormente Teheran e costringerla a tornare al tavolo delle trattative in modo più conciliante. Altri funzionari, invece, continuano a ritenere necessario lasciare spazio alla diplomazia.
Nel frattempo cresce anche il malcontento nei confronti del ruolo del Pakistan come mediatore. Diversi collaboratori di Trump ritengono infatti che Islamabad non stia trasmettendo con sufficiente fermezza il livello di frustrazione del presidente americano nei confronti dell'Iran. Alcuni funzionari sospettano inoltre che il Pakistan presenti a Washington una lettura più ottimistica delle posizioni iraniane rispetto alla situazione reale.
Un funzionario regionale ha riferito che diversi Paesi dell'area, compreso il Pakistan, avrebbero intensificato le pressioni diplomatiche su Teheran per chiarire che questa potrebbe rappresentare "l'ultima occasione" per impegnarsi seriamente nei negoziati con gli Stati Uniti. Secondo la stessa fonte, tuttavia, l'Iran non starebbe prendendo sul serio gli avvertimenti ricevuti.
La stessa fonte ha inoltre evidenziato come Washington e Teheran abbiano approcci e tempi negoziali profondamente differenti, sottolineando che la Repubblica islamica è abituata da decenni a convivere con forti pressioni economiche e sanzioni.
Secondo fonti vicine ai colloqui che il presidente ha tenuto con il suo staff di sicurezza nazionale, difficilmente verranno prese decisioni definitive prima della partenza del presidente per la Cina, prevista per oggi pomeriggio.
Casa Bianca: da Xi non solo per Iran, importante parlare degli altri dossier
Il presidente Donald Trump partirà oggi per Pechino per incontrare il presidente Xi Jinping, dopo settimane di tentativi, falliti, di persuadere il governo cinese a usare la sua considerevole influenza per spingere l'Iran ad accettare le condizioni statunitensi per porre fine alla guerra, iniziata due mesi fa, o quantomeno a riaprire lo strategico Stretto di Hormuz. In vista dell'importantissima visita del leader statunitense, la Casa Bianca ha espresso basse aspettative sulla capacità di Trump di persuadere Xi a cambiare la posizione della Cina. L'amministrazione sembra invece determinata a non lasciare che le divergenze sull'Iran oscurino gli sforzi per compiere progressi su altre questioni spinose nel complesso rapporto tra i due Paesi, che vanno dal commercio a un'ulteriore cooperazione cinese per bloccare le esportazioni di precursori del fentanil. "Non vogliamo che questo evento comprometta il rapporto più ampio o gli accordi che potrebbero scaturire dal nostro incontro a Pechino", ha dichiarato la scorsa settimana il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, a Bloomberg TV. Pechino insiste pubblicamente sulla volontà di porre fine alla guerra e ha lavorato diplomaticamente dietro le quinte per aiutare il suo alleato Pakistan a raggiungere un accordo di pace. Ha inoltre inviato un "sottile messaggio di malcontento all'Iran" per la chiusura dello Stretto di Hormuz e agli Stati Uniti per il blocco delle navi iraniane, ha affermato Ahmed Aboudouh, specialista dell'influenza cinese in Medio Oriente presso il think tank londinese Chatham House. "Sono molto cauti, avversi al rischio e non vogliono essere coinvolti in nulla che li trascini in qualcosa che non considerano un loro problema", ha aggiunto.
LA CBS: "Il Pakistan ha dato riparo ad aerei iraniani"
Funzionari statunitensi hanno dichiarato alla Cbs che il Pakistan ha fornito un rifugio sicuro agli aerei militari iraniani, pur agendo da mediatore tra Iran e Stati Uniti nel tentativo di raggiungere un cessate il fuoco. Il rapporto afferma che, poco dopo l'annuncio del cessate il fuoco da parte del presidente statunitense Donald Trump all'inizio di aprile, Islamabad ha permesso agli aerei militari iraniani di rifugiarsi nelle sue basi aeree, apparentemente per evitare che venissero colpiti dall'esercito statunitense.
Le minacce di Truymp e la possibile mediazione cinese
Trump: "La tregua ha l'1% di possibilità", cruciale l'incontro con Xi
Il WSJ: "Gli Emirati hanno condotto attacchi militari contro l'Iran"
Gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi militari contro l'Iran. Lo scrive il The Wall Street Journal, spiegando che "fonti informate sui fatti" hanno citato, tra gli altri, un attacco aereo compiuto in aprile contro una raffineria di petrolio sull'isola di Lavan.
Precisando che l'esercito emiratino "è ben equipaggiato con aerei da combattimento di fabbricazione occidentale", il quotidiano internazionale pubblicato a New York spiega che "gli attacchi suggeriscono che il Paese è ora più disposto a usarli per proteggere il suo potere economico e la sua crescente influenza in tutto il Medio Oriente".
Teheran confida ancora in un accordo, ma i negoziati sono fermi
Tregua, trattative in stallo in attesa dell'incontro Xi-Trump
Trump incontra i suoi generali, ipotesi ripresa della guerra
Il presidente americano Donald Trump sta incontrando in queste ore la sua squadra per la sicurezza nazionale e gli alti vertici delle forze armate USA per discutere le future strategie per il conflitto con l'Iran, inclusa la possibilità di riprendere le azioni militari. Lo riferisce la CNN, citando fonti informate.
Netanyahu: "La 'Ue dimostra il suo fallimento morale mentre Israele e Usa fanno il lavoro sporco contro l'Iran"
"Mentre Israele e gli Stati Uniti stanno 'facendo il lavoro sporco dell'Europa' combattendo per la civiltà contro i pazzi jihadisti in Iran e altrove, l'Unione Europea ha messo a nudo il suo fallimento morale equiparando falsamente i cittadini israeliani ai terroristi di Hamas". Lo dichiara il premier israeliano Benyamin Netanyahu, secondo una nota del suo ufficio, dopo il sì dell'Ue alle sanzioni nei confronti dei coloni violenti in Cisgiordania e contro Hamas. "Sanzionare gli ebrei per vivere in Giudea e Samaria è inaccettabile", prosegue indicando la Cisgiordania con il nome ebraico. "I tentativi dell'Ue di sanzionare i civili israeliani sono un ulteriore segno di debolezza e non avranno successo".
India. Giovedì vertice Brics, attesi anche Iran e stati golfo
L'India ospiterà il 14 e 15 maggio l'incontro dei ministri degli Esteri di Russia, Iran, Brasile e degli Stati arabi del Golfo, per una riunione ministeriale dei Brics che dovrebbe diventare il primo incontro di alto livello in presenza tra rappresentanti di Teheran e quello dei suoi vicini dall'inizio della guerra. "Abbiamo programmato la riunione dei ministri degli Esteri dei Brics qui a New Delhi. Ci aspettiamo la partecipazione dei ministri degli Esteri dei Paesi membri, così come dei Paesi partner", ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Randhir Jaiswal. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha confermato la sua partecipazione già il mese scorso. L'incontro, che sarà presieduto dal ministro degli Esteri indiano, S. Jaishankar, riunirà i rappresentanti degli 11 Paesi membri dei Brics nel contesto di una crisi globale di sicurezza e approvvigionamento energetico. Secondo l'agenzia di stampa locale Ani, l'India si aspetta la visita del capo della diplomazia iraniana, Abbas Araqchim per la riunione ministeriale, alla quale dovrebbero partecipare anche alti rappresentanti dell'Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti. Fonti diplomatiche hanno confermato la partecipazione in presenza del ministro degli Esteri brasiliano Mauro Vieira, che guiderà la delegazione del suo Paese. Sono attesi anche i ministri degli Esteri dell'Egitto, Badr Abdellatt, del Sudafrica, Ronald Lamola, e dell'Indonesia, Sugiono. Il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, sarà assente per via degli impegni legati al vertice bilaterale di alto livello tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente statunitense Donald Trump che arriverà a Pechino mercoledì sera. Le divergenze tra Teheran e Abu Dhabi sul conflitto in Medio Oriente hanno già impedito di raggiungere un consenso durante la riunione preparatoria dei viceministri e degli inviati speciali del 26 aprile, conclusasi senza una dichiarazione congiunta. L'incontro di questa settimana getterà le basi tecniche per il prossimo summit dei leader dei Brics, che si terrà a New Delhi a settembre. Dopo aver mantenuto la sua struttura originaria per oltre un decennio, il gruppo si è ampliato significativamente con la piena integrazione di Egitto, Etiopia, Iran ed Emirati Arabi Uniti, seguita dall'adesione dell'Indonesia all'inizio del 2025. Secondo i dati del blocco stesso, il forum rappresenta oltre un terzo dell'economia globale e quasi la metà della popolazione mondiale.
Trump, soluzione diplomatica è ancora possibile
Il presidente americano, Donald Trump, ritiene ancora "molto possibile" giungere a una soluzione diplomatica con l'Iran. "Ho avuto a che fare con loro quattro o cinque volte. Cambiano idea. Sono persone molto disonorevoli", ha affermato parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. La leadership è al terzo livello. Il primo livello non c'è più. Erano irragionevoli. Il secondo livello era piu' ragionevole. Al terzo livello, nessuno vuole fare il presidente", ha spiegato. "Ma cambiano idea. Mi è capitato molte volte negli accordi. Sono queste persone con cui concludi un accordo, e il giorno dopo ti mandano un documento che ci mette cinque giorni ad arrivare, quando avrebbe dovuto esserci in 20 minuti. Sai, è un documento piuttosto semplice. Non avranno mai un'arma nucleare, almeno", ha affermato ancora Trump.
Trump, cessate il fuoco è appeso il filo
"Il cessate è il fuoco è incredibilmente debole. Non è mai stato così debole ed è appeso a un filo". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump parlando di Iran ai giornalisti nello Studio Ovale. Trump ha descritto lo stato della tregua come "in rianimazione", paragonandola a "quando il dottore va dai parenti per dire: 'il vostro amato ha solo l'1% di possibilità di farcela'".
Trump: "Sto valutando di riavviare Project Freedom"
Donald Trump sta valutando la possibilità di rilanciare Project Freedom. In un'intervista telefonica a Fox News il presidente ha precisato di non aver ancora preso una decisione definitiva.
L'ambasciatore iraniano in Cina: "Pronti a sostenere il piano di pace in 4 punti del presidente Xi"
In vista della visita di Donald Trump in Cina questa settimana, Abdolreza Rahmani Fazli, ambasciatore iraniano in Cina, ha scritto su X che l'Iran è pronto a sostenere il piano in quattro punti di Xi per il Golfo. "La Repubblica Islamica dell'Iran ha annunciato la propria disponibilità a sostenere il piano in quattro punti del presidente della Repubblica Popolare Cinese, volto a stabilire una sicurezza stabile e uno sviluppo condiviso nella regione del Golfo Persico, questione che è stata altresì sottolineata durante l'incontro tra i ministri degli Esteri dei due Paesi" ha scritto.
Intesa tra i ministri Ue sulle sanzioni ai coloni israeliani violenti
Via libera del Consiglio Affari Esteri alle sanzioni Ue contro i coloni israeliani violenti. L'Ungheria ha tolto il veto finora tenuto fermo contro le misure, sulle quali era necessaria l'unanimità. I 27 ministri degli Esteri hanno quindi raggiunto l'accordo politico. Non ha raggiunto il necessario quorum invece la proposta di imporre dazi ai prodotti degli insediamenti israeliani. L'accordo politico prevede invece anche nuove sanzioni contro Hamas.
Report Assoporti: a Hormuz i transiti calano dell'89%, merci ferme per 23,7 miliardi dollari
Lo Stretto di Hormuz movimenta il 37% del petrolio mondiale via mare e il 28% del Gpl globale: le tensioni nell'area hanno provocato un calo dell'89% dei transiti giornalieri in pochi mesi: il dato emerge dal nuovo numero del report "Port Infographics", realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo). Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento.
Libano, tre morti in raid aerei israeliani
Un raid aereo israeliano ha ucciso due persone e ne ha ferite cinque ad Abba, nel sud del Libano, mentre un attacco di droni ha ucciso una persona ad Haris, nella stessa regione, ha riferito l'Agenzia Nazionale di Stampa (Nna). L'esercito israeliano aveva precedentemente ordinato l'evacuazione di nove villaggi nel sud del Libano.
Prime reazioni al rifiuto di Trump
L'agenzia iraniana Tasnim ha reso noti i dettagli della risposta di Teheran alla proposta americana, che includeva richieste decisive tra cui il pieno controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz e la fine della guerra con garanzie di non aggressione. Teheran ha condizionato l'accordo al immediato sollevamento del blocco navale e al rilascio degli asset congelati al momento della firma di un'intesa preliminare, oltre alla cancellazione delle sanzioni OFAC sul petrolio entro 30 giorni. Fonti della stessa agenzia hanno sottolineato che lo scontento espresso da Trump rappresenta "una prova della bontà della risposta iraniana", ribadendo che l'Iran non formula le proprie posizioni per compiacere la Casa Bianca, ma per rivendicare i propri diritti sovrani.
Bambini uccisi e bambini testimoni delle uccisioni, così si costruisce la guerra del futuro
Libano, i funerali di oggi preparano quelli di domani
Rilasciata su cauzione la premio Nobel Narges Mohammadi
Le autorità iraniane hanno rilasciato su cauzione Narges Mohammadi, Premio Nobel per la Pace 2023, la quale è stata trasferita a Teheran per ricevere cure mediche, ha annunciato oggi la sua fondazione. Dopo dieci giorni di ricovero a Zanjan, nel nord dell'Iran, dove stava scontando la sua pena, le "è stata concessa la sospensione della pena in cambio di una cospicua cauzione", ha dichiarato la sua fondazione in un comunicato. Narges Mohammadi è stata trasferita in ambulanza in un ospedale di Teheran "per essere curata dalla sua équipe medica", ha aggiunto.
Il presidente degli Stati Uniti arriverà a Pechino mercoledì sera. Trump sembra voglia "esercitare pressioni" sul suo omologo cinese Xi Jinping per la situazione in Iran
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, arriverà a Pechino mercoledì sera per la sua visita in Cina. Ad annunciarlo la portavoce della Casa Bianca. La visita di Trump in Cina inizierà con una cerimonia di apertura giovedì mattina e si concluderà con un banchetto di Stato in serata, ha aggiunto la portavoce. Trump sembra voglia "esercitare pressioni" sul suo omologo cinese Xi Jinping durante il suo viaggio in Cina, mentre gli Stati Uniti cercano un accordo per porre fine alla guerra in Iran, ha riferito un funzionario statunitense. "Mi aspetto che il presidente eserciti pressioni", ha detto il funzionario ai giornalisti a condizione di anonimato, sottolineando che il presidente degli Stati Uniti aveva già fatto pressione sull'Iran durante le sue recenti telefonate con il leader cinese.
Media, oltre 35 morti nell'ultima ondata di raid israeliani in Libano. "Nuovi attacchi stamattina"
I raid israeliani che hanno colpito diverse zone del Libano meridionale nelle scorse 24 ore circa hanno provocato oltre 35 morti: è quanto riferito da alcuni media internazionali, facendo riferimento alle autorità sanitarie locali. La testata israeliana Haaretz, citando il ministero della Sanità, scrive stamattina di "36 morti nel corso dell'ultima giornata". Dal canto suo, la Bbc riporta un bilancio di 39 morti. L'agenzia libanese Nna aggiunge che anche stamattina ci sono stati nuovi raid. Non è ancora stato precisato un bilancio di eventuali vittime.